Le Province continuano a vivere

Le Province non esistono più. Eppure cercano nuovi dirigenti. L’incredibile storia degli enti soppressi che in realtà invece continuano a vivere uguali e identici a prima va in scena ogni giorno in tutta Italia. Quello che c’era, c’è. E lo stesso accade a Bari dove, a parte il cambio della carta intestata da Provincia a Città metropolitana, la storia di fatto non ha avuto alcuna alterazione. Se ci fosse bisogno di una conferma basta leggere gli atti con i quali il sindaco metropolitano, Antonio Decaro, ha chiesto un parere a Roma perché ha necessità di assumere nuovi dirigenti. Cinque almeno, due subito. Ma come assumere? Le province non dovevano scomparire? <<Le competenze  – spiegano dagli uffici del lungomare – non sono passate affatto. Quello che facevamo, continuiamo a fare, come se non fosse cambiato niente. Perché effettivamente, al di là della variazione della presidenza, non è cambiato nulla>>. Decaro, da parte sua, rincara la dose: <<A Bari non è stata soppressa una Provincia. Ma è nata una Città metropolitana. Le competenze non sono diminuite, al contrario sono aumentate. La Regione ci ha affidato l’ambiente, le politiche del lavoro, questioni delicatissime delle quali certo non ci possiamo occupare tagliando soltanto>>. Quindi? <<O ci mettono in condizione di fare le cose – dice Decaro – e di farle bene, oppure io sono pronto a rinunciare alle competenze. Quando sono arrivato mancavano in pianta organica alcuni dirigenti. Altri invece sono prossimi alla pensione. Ho chiesto a Roma se potevo assumere, chiaramente attraverso dei bandi pubblici. Anche perché ci sono delle figure professionali delle quali ho urgente bisogno: ho avvocati in luoghi che invece devono essere occupati dai dirigenti tecnici, persino il capo della Polizia locale è un avvocato, e questo è vietato dalla legge. Serve gente. Facciamo chiaramente concorsi ma abbiamo bisogno di personale>>. Assumere (<<a tempo>> tiene a precisare Decaro), quindi. Anche se lo spot della legge era stato il <<taglio degli enti>>. <<Ma su un tema del genere non possiamo piegarci alla demagogia – continua il sindaco metropolitano – E’ giusto tagliare ma bisogna tagliare gli enti inutili. Io non ho intenzione di lasciare un centimetro sui temi come scuola, ambiente e lavoro. Questi sono i temi di cui si deve occupare la città metropolitana e per farlo abbiamo bisogno di persone, le più preparate possibili>>. L’atteggiamento del Governo era però un  altro: blocco delle assunzioni e tagli delle risorse del 30 per cento dice la norma. <<Ma da Roma non si può da un lato chiedere alla Città metropolitana di avere più funzioni e dall’altro lato ridurre il personale, che è già ridotto, e continua a fare tagli>>. In realtà qualche conquista dovrebbe essere arrivata. Come detto, Decaro ha chiesto un parere per poter assumere questi due nuovi dirigenti ma non ci sarà bisogno di aspettare perché già nei prossimi giorni da Roma arriverà una circolare che gli consentirà di procedere con le procedure concorsuali. Intanto però sta cercando di mettere a punto la complessa macchina organizzativa creando un suo staff. E’ appena arrivato da Trani il nuovo segretario generale, Domenico Susca, che sta in questi primi giorni organizzando il nuovo lavoro. Decaro ha firmato una delibera di conferma dei vecchi dirigenti pur specificando che si tratta di nomine <<assolutamente a tempo>>, fatte vista l’urgenza di mandare avanti l’ente. Motivo simile – <<c’è da lanciare la startapp della Città metropolitana>>  – per il quale  come ultimo atto la giunta Schittulli aveva prorogato un pacchetto di una dozzina di promozioni. Sono le cosiddette <<posizioni organizzative>> una sorta di incarico da vice dirigente, chiaramente ben retribuito, che viene assegnato a singoli dipendenti a seconda degli uffici (per dire in uno che ha partorito in un anno 19 delibere ci sono ben tre posizioni, mentre in altri casi ci sono dipendenti che sono gli organizzatori di se stessi, essendo gli unici nell’ufficio). Bene, fatti i pagamenti delle posizioni organizzative per il 2014, il 30 dicembre sono stati prorogati con una delibera anche al 2015 fino a disposizione diversa del nuovo consiglio metropolitano. Che, a proposito, non ha molto di diverso (se non il fatto di non essere stato eletto dai cittadini) rispetto a quello vecchio provinciale: hanno creato anche gruppi consiliari, con tanto di uffici e suppellettili d’ordinanza.

Fonte: la Repubblica-Bari