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VANDALI AL GRAN CAMPOSANTO, DECAPITATA UNA SCULTURA

Si tratta dell'opera di Giovanni Scarfì, datata 1887, che rappresentava un bambino seduto. Il consigliere della Terza Circoscrizione Enrico Pistorino ha scritto una lettera aperta al Commissario Sinatra e all'Arcivescovo Calogero La Piana

  (29/10/2007)

A pochi giorni dalla commemorazione dei defunti il Gran Camposanto di Messina ha subito la più grave aggressione mai compiuta. Destinataria del vile atto la più pregevole opera d’arte esistente nel cimitero di Messina, a detta di molti critici, assunta a simbolo stesso del nostro Gran Camposanto. L'opera dello scultore Giovanni Scarfì è datata 1887 e rappresentava un bambino seduto. Dopo la rabbia e l’indignazione per il vile atto vandalico, il consigliere della Terza Circoscrizione Enrico Pistorino ha scritto una lettera aperta al Commissario Sinatra, a S.E. l’Arcivescovo CalogeroLa Piana ed alla Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali per chiedere un impegno ed una mobilitazione in difesa del Gran Camposanto. Al Commissario Straordinario Sinatra il consigliere Pistorino ha chiesto, in primo luogo, se sia stata informata l’Autorità Giudiziaria attraverso una denuncia dell’ennesimo furto, al fine di perseguire i responsabili ed in secondo luogo, quali provvedimenti pensa di poter intraprendere l’Amministrazione comunale per scongiurare il perdurare di tale situazione. Il consigliere Pistorino a questo proposito, ha chiesto maggiori controlli agli ingressi, l’installazione di telecamere, maggiore presenza di Vigili Urbani di giorno e l’affidamento ad Agenzie di Vigilanza private il costante controllo notturno. In qualunque altra città d’Italia un museo all’aperto come è il Gran Camposanto avrebbe queste misure minime di controllo. A Sua Eccellenza l’Arcivescovo, il consigliere Pistorino ha chiesto un intervento che scuota le coscienze, perché solo il pastore e guida della fede cristiana può intervenire in difesa del giusto rispetto che è dovuto ai nostri morti, che non meritano di riposare nel degrado e nell’abbandono che oggi vivono alcune parti importanti del Gran Camposanto. Alla Sovrintendenza, quindi si richiede, di reperire e mettere a disposizione i finanziamenti necessari per ristrutturare e salvaguardare l’immenso patrimonio artistico contenuto nel Cimitero di Messina. Il consigliere Pistorino chiede quindi che si apra un nuovo “Caso Cimitero” perché si metta al centro, il rispetto della legalità, il recupero del patrimonio artistico e il ripristino della cura che è dovuta ai nostri avi, per chi crede per motivi religiosi e spirituali, per chi non crede perché essi rappresentano il passato e la storia di Messina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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REG. TRIB. ME N.8/2005